Facebook e il Narcisista stupido

Faccialibro è uno specchio per Narcisisti incalliti che hanno così l’illusione che un’opinione, anche se malamente e velenosamente scritta raggiunga il creato e si espanda e produca idee.

Peccato che quasi nessuno legga gli status così Armonicamente Elaborati per espandersi nell’universo della rete.

Perché:

A) Di solito se qualcuno legge i tuoi status è perché si illude che attraverso di essa conosca te e la tua vita.

Peccato che sovente in rete si faccia vedere solo il lato che di noi si vuol far vedere. Insomma il trionfo di narciso che abbellisce la sua bacheca con fronzoli vari, a cui vuol dar spessore perché sia lo specchio della sua anima.

Però se l’anima non c’è non c’è, e se hai passato la vita a dirti come sono brava, i passanti che vedono la tua bacheca, sbadigliano- Anche  perché altrettanto impegnati ad abbellire il proprio profilo con status dubbiosi, con tag, hastag e via dicendo.

Hai iniziato a usare Facebook per tenerti in contatto con amici, parenti e conoscenti, o perché ti piaceva poter ficcare impunemente il naso nelle vite altrui, o perché c’era ‘sta ragazza che non sapevi come abbordare. Qualunque sia il motivo che al tempo ti ha spinto a ormeggiare il tuo barcone sul social network, negli ultimi anni il tuo comportamento sulla piattaforma è cambiato. Ti interessa sempre meno degli altri, e sempre più di te stesso, e allora finisce che passi intere ore ad abbellire il tuo profilo, calibrando al millimetro le foto, le tag, i contatti, le menzioni, gli altisonanti status, stregato da un narcisismo a buon prezzo che, in ultima analisi, ti sta rendendo un fallito.

Quello che potrà sembrarvi un mio altezzoso giudizio sommario, è in realtà la conclusione a cui sono giunti la dottoressa Catalina Toma e i suoi colleghi della University of Wisconsin-Madison, dopo aver condotto uno studio su 159 studenti universitari.

Io lo avevo pensato stanotte, e poi stamattina ho trovato la ricerca.

Il problema non è Facebook,. ma che tutti possono scrivere, e allora chiunque si sente autorizzato a spandere conoscenza attraverso il proprio status facebook. Bisognerebbe informarli però che, non sempre, si ha l’autorità del dalai lama per proferire perle di saggezza.

 

Buona giornata, ai miei 2 lettori di stamane!

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Di madri ostentarici e di Felicità.

Madeleine a volte si fa prendere da istinti omicidi.

Per ora la vittima presunta è una mamma ostentatrice che al terzo figlio s’è fatta comprare il “trio” (e a madeleine non risulta esista nulla di più inutile). Ma tant’è, tanto paga la nonna, perchè non approfittarne?

Madeleine Pensa. (almeno lei). E forse lo fa per lei e per la mamma ostentatrice, le cui sinapsi mostrano varie sofferenza).

Madeleine sta per comprare alla mini-madeleine una bellissima bici. Rosa e con le marce. Usata.

Madeleine non darebbe 170 euro per la stessa bici nuova (tanto costa) neanche se avesse tanti soldi da poterci fare i coriandoli.

Madeleine ha iscritto la figlia a Pallavolo. Teoricamente non potrebbe permettersi tale “uscita straordinaria” ma madeleine poi non ostenta la bici nuova, che nel momento in cui esce dal negozio è per sua definizione “USATA”, e allora può permettersela.

I figli di mamma-trio non fanno sport. Non fanno teatro, nè musica (mini-madeleine sta maturando di far musica, chitarra, e Madeleine pensa di farglielo fare l’anno prossimo) nè altro. I figli di mammatrio guardano YO-YO tutto il giorno.

Mamma-trio non spenderebbe mai i suoi soldi per una cosa che gli altri non vedono. Insomma volete mettere un neonato dentro un trio nuovo nuovo da poter sfoggiare? E Quali benefici può avere mai?

Ieri Madeleine parlava con un prete che è tutto il giorno martoriato da gente che non arriva a fine mese, e diceva “ci sto dentro. Non mi interessa possedere, mi interessa essere”.

Essere, forse è un termine che solo a sentirlo mammatrio, sviene.

Madeleine è felice.

Mammatrio: si lamenta sempre.Vive chiusa in casa.Non ha amici. Ma ha un trio, una bici nuova usata due volte e lasciata marcire in garage.Una casa di proprietà.

Madeleine non si lamenta mai, ha un gatto che la ama, una figlia stupenda, due bici prese usate al negozio accanto, ha imparato a fare l’idraulico e il panettiere per necessità.

Madeleine è Felice.

Ha amici, il sole che le accarezza la pelle nelle giornate primaverili e un prete con cui chiacchiere che le sembra di sentire “azzurro il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me…” e rispondere io c’ho il prete per chiacchierare e sono Viva.

Ho un uomo con cui far l’amore, condividere la vita, e vedere mille mila volte IRON MAN 3, respiro e sono viva.

Madeleine è viva.

Mammatrio è uno zombie-.

Chi è “DIO” ?

La vita di Madeleine è come un mosaico che è esploso, pieno di tessere sparse qua e là. alcune sono addirittura scheggiate e quasi irrecuperabili.

Eppure Madeleine è una sorta di presenza oscura e indigesta, pare che a volte possa dare anche fastidio, in quanto essere pensante.

Pur non avendo grande stima per la chiesa cattolica, Madeleine e mini-Madeleine sabato hanno avuto la prima lezione di catechismo.

Mini-madeleine ha impresso l’impronta della sua mano e imparato che il nome è importante.

Nel frattempo Madeleine condivideva una stanza con una ventina di persone, che sì, si dichiaravan cattoliche, ma per cui la spiritualità il più delle volte è come un frullato di latte e banane alla mattina presto. Che un po’ ti sta indigesto.

Mini-Madeleine non ha ricevuto il battesimo,  quindi non è cattolica. Avendo frequentato una scuola materna cattolica conosce le preghiere, abbiamo appurato però che le considera filastrocche. “Abbiamo detto le preghiere come nel mio lasilo.Ma ci hanno copiato le preghiere?? Erano come nel mio lasilo…mah.”

La novità è che sia mini-Madeleine che Madeleine si sono divertite.

Domanda cruciale: direste mai un’Ave Maria di fronte a questa Madonna?

 

Urca, direte voi!

Ebbene si questa è una Madonna.

Questa Madonna si trova nel santuario intitolato a Giovanni XXIII nella chiesa di Seriate. Ed è bellissima (ma nessuna o quasi delle mie “commensali” pregherebbe di fronte a questa statua).

Questa Madonna è Bellissima.

Perchè??

Osservatela bene. E’ sorridente e non ha i classici occhi all’insù addolorati tipici delle Madonne tradizionali (e aggiungo anche un po’ lugubri).

Ha degli occhi grandi e non ha il velo. E’ una donna che si guarda intorno, una a cui non sfugge nulla. Ama il vento tra i capelli, farseli accarezzare dal sole e godere del creato.

Guardate la posizione in cui tiene il bambino. Non lo protegge, ma gli mette davanti il mondo. Il bambino è nudo, lei ne può sentire la pelle vellutata. Porge il bambino al mondo (come una freccia che scocca dal suo arco…) e il mondo al bambino.

Giuliano Vangi - Madonna con il bambino (Seriate, Bergamo, Santuario Beato Giovanni XXII)-particolare dle bambino

Un bambino che, guarda caso, ha un’espressione spaventata.

La mamma gli sta dicendo “morirai per questi poveri disgraziati che non hanno rispetto di sè, degli altri, del mondo”. Voi morireste per il mondo? E soprattutto, sareste felici di farlo per voi, per le persone che vi circondano? Non avreste un attimino di titubanza, anche se foste Dio??

Ecco, questa è una delle poche, pochissime volte in cui penso che lo scultore abbia saputo scolpire Gesù. Facile credere che sia stato semplice farsi crocifiggere, che tanto era Dio.

Facile e comodo. Ma invece no. E’ comodo pensarlo, così si può tirare innanzi, continuare a farci i fattacci nostri non fermandosi neanche a pensare che forse la persona che ci sta accanto sarebbe felice di sentirsi dire “CIAO”.

Tante persone le incontri tutti i giorni, eppure non dicono “CIAO”. Madeleine sì, dire ciao l’aiuta a sentirsi parte di quegli atomi che  le stanno accanto.

Madeleine pensa che quel bambino abbia tanto da insegnare, ma che bè, ci siam tutti fermati ad ascoltare il prete la domenica farfugliare quattro parole per far presto, che anche (e soprattutto) chi si afferma praticante la domenica mattina si cava una sorta di dente.

Non è questa fede, non è questo credere.

Questo forse è appartenere ad una istituzione, che finalmente qualcuno sembra voler tirare fuori dalla fossa. Roba ardua e difficile.

Ma il mondo sarebbe infinitamente più bello se avessimo voglia di consolare quel bambino, di togliere dal suo viso la Paura.  Che si creda o meno alla sua deità dovremmo considerare ciò che dice, nella sua saggezza. Ciò che dice lui e non ciò che dicono che dice gli uomini, di per sé manipolatori.

Che non vi viene voglia di capire chi si cela dietro a quel bambino?

Un’occhiatina al vangelo di Giovanni, un’altra occhiatina a “inchiesta su Gesù'” di Corrado Augias (ateo dichiarato), insomma non vi viene voglia di incontrare quel bambino, di capirne le paure?

Se non a Dio, l’uomo risponde alla sua coscienza. Innegabile presenza, a cui spesso, comodamente, sfuggiamo.

Mammitudine

Le cose non vanno mai come credi. E anche se fai delle to do list lunghe come una casa al massimo riesci a star dietro ai primi 3 punti della lista.

La primaria è cominciata, e con essi i compiti. I compiti a casa da fare, per le mamme. Primi amori, prime cotte, primi fidanzatini.

La scuola è come una palestra, prima devi conoscere gli attrezzi.

Miracolosamente ho di nuovo a che fare con la mammitudine, con la ricerca Continue reading

madeleine va alla primaria

Vorrei provare ad essere seria, ma il malotempo, il mio alter ego seienne e la pasta al sale che mi ustiona la dermatite atopica sulle mani non me lo permettono.

Ho cercato di maturare ma niente non è stato possibile. E così come in un dejavù terribile rieccomi alla prima classe primaria. D’altronde quanto si cambia vita così spesso si arriva a un punto in cui è indispensabile riprendere i fili del discorso.

La piccola me, il 12 settembre, si è presentata davanti alla scuola primaria mano nella mano con l’adulta me. Un turbinio di emozioni  ci ha travolto. Ricominciano i compiti a casa. Era dall’ultimo anno di istituto tecnico commerciale che non ne facevo.

Solo che allora:

  • Potevo fare lo slalom per evitare che mi beccassero quando non li facevo.
  • Potevo marinare la scuola e andare a fare Continue reading

Caro George…

Caro picciriddo reale,

Ancora sei pargolo e già non si parla che di te.

Vittimima fosti, sei e sarai, di un girone infernale chiamato Tabloid.

Ma d’altronde che colpa ne hai.

Sei stato bravo, hai ascoltato a zia tua e sei nato in ritardo, che tutti volevano sapere quando nascevi, manco fossi il figlio dell’anticristo che portava la fine del mondo.

E poi, porello, ti sei assuppato vari “chi cazz se ne frega” all’annuncio della tua nascita.

Manco più rispetto per il picciriddo reale c’è.

Ora che io ti debba scrivere mentre amorevolmente sorseggio una Red Bull e fumo l’ennesima sigaretta, mentre so che tra una settimana devo smettere, con le sigarette e con la Red bull, perché arriva la mia picciridda reale che ha l’asma e allora non si fuma.E non si beve red bull perché se no la vuole e allora quando dorme?

E niente Giorgiù, mentre aspettiamo il tuo battesimo noi italiani siamo in mezzo alla cacca. E meno male che non ti dobbiamo fare il regalo, che al massimo ci usciva un ciuccio usato.

Sappi che noi sapremo  tutto di te, la prima scorreggia, il primo vomito, quando avrai la febbre e di che colore fai la cacca. Occhio, quindi, e  cerca di fare il picciriddo, che a fare cose da reali, come divorziare, sposarti con la tua ex baby sitter o assicutare una volpe innocente per spararle , di tempo ce n’è-

Gli arancini di Madeleine, una nuova storia da Vigata

Salve, mi chiamo Madeleine, ho ancora un’ultima cosa da fare, e abito a Bergamo. Da vecchia vorrei accanto un uomo come Andrea Camilleri. L’uomo che sa scrivere il dialetto siculo, che vi assicuro non è cosa nè semplice nè facile. Ma grazie a lui posso scrivere su Facebook di non aver capito una minchia santa, non vergognandomi. Posso dire che ho avuto la malajurnata pure a un bergamasco senza dare per scontato che non mi capisca. Insomma sentire il profumo di arance e zagara, innamorarmi del mio mare perchè conosco marinella… Confesso, sono di Vigata. Sono nata lì, a metà tra il mare e le colline, e nella mia stanza di ospedale, quando nacqui. si respirava brezza marina. E avevo un mese quando ero sdraiata col cappellino. E mettevo le tende in spiaggia e domrivo lì anche tre giorni…e facevo la pipì la mattina alle sette nell’acqua gelata. E la sera bevevo vino rubato dal frigo del nonno di un amico e da quello da mio padre. Vino delle viti Vigatesi, denso, quasi cremoso..ehm .. e alcolico. Che la vita ha dato una cosa alla mia costa: la bellezza. E la mia isola è saggia e vive di vita propria. Altrimenti Vigata non sarebbe sopravvissuta ai vigatesi e la Sicilia tutta ai Siciliani. Io sono dentro le storie di Montalbano. Capisco la lingua di Catarella e parlo quella di Mimì Augello. Mi affaccio dalla finestra e vedo, maestose, le Alpi. Ora so perchè montalbano non ha ancora sposato Lidia. Perchè nonostante a Genova ci sia il mare, non è lo stesso mare. Perchè chissà come la fanno a genova , la pasta con le sarde. Poco Fa, nel bancone della Legler ho visto un Cannolo. Mi sono innamorata delle sue forme. Era bello a vedersi, e stavo per chiedere se era “fresco”. L’ultima volta che ho mangiato un cannolo a Bologna era molliccio. Poi li ho comprati a Palermo, all’aeroporto, e li ho portati a maritome. E insieme abbiamo fatto festa. Ma ritornando al nostro buon cannolo, l’ho guardato,scrutato, come un vampiro che guarda una bella ragazzina succosa. (ehm..) Alla fine un mi piaciu n’ta facci. La ricotta era troppo bianca, e distante dalla crosta. Segno che era dentro la crosta da un po’, e che quindi la stessa si era rammollita. Ho pensato che forse io non sono altro che un Fumetto edito da Sergio Bonelli, anche lui di Vigata, o forse un malocuntu di Camilleri. Resta il fatto che ho comprato la mortadella, e ho lasciato il cannolo. Con un po’ di nostalgia. E quasi quasi visto che venerdì arriva la cucina, mi faccio gli arancini. Gli arancini di Madeleine. 🙂 Comunque sono già alla terza vita, e giammai, mi diverto da morire. E se fosse solo matrix????