Buon giorno, mondo

 

C’è una perfezione nel mondo, assoluta, così come c’è dentro di noi. Non si bussa alle porte, si aprono da sole se l’energia che si è impegnata è quella che poi permette il raccolto!

 

 

 

 

Madeleine sente un uccellino cinguettare per il rumoore di passi sulle scale.

Madeleine è nel suo mondo, nel suo nido.

Un’autoclave interrompe il paradiso e il rumore del mare in lontananza ricompone i pezzi di un puzzle mai terminato.

Il cigolio delle ruote di una vecchia Fiat 500, un padre non ancora vecchio e un cane che abbaia.

C’è un mondo dentro madeleine che aspetta solo di far esplodere il suo Etna, che aspetta di lanciare una quasi 40enne indaco, e vienee un pò da ridere, e forse anche da piangere di nostalgia per un figlio che ora manca….

Indaco, un colore dai mille volti, dalle mille facce.

Madeleine è Zen. Come l’Etna.

Peccato che quando si altera…sono  bip e bip.

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Facebook e il Narcisista stupido

Faccialibro è uno specchio per Narcisisti incalliti che hanno così l’illusione che un’opinione, anche se malamente e velenosamente scritta raggiunga il creato e si espanda e produca idee.

Peccato che quasi nessuno legga gli status così Armonicamente Elaborati per espandersi nell’universo della rete.

Perché:

A) Di solito se qualcuno legge i tuoi status è perché si illude che attraverso di essa conosca te e la tua vita.

Peccato che sovente in rete si faccia vedere solo il lato che di noi si vuol far vedere. Insomma il trionfo di narciso che abbellisce la sua bacheca con fronzoli vari, a cui vuol dar spessore perché sia lo specchio della sua anima.

Però se l’anima non c’è non c’è, e se hai passato la vita a dirti come sono brava, i passanti che vedono la tua bacheca, sbadigliano- Anche  perché altrettanto impegnati ad abbellire il proprio profilo con status dubbiosi, con tag, hastag e via dicendo.

Hai iniziato a usare Facebook per tenerti in contatto con amici, parenti e conoscenti, o perché ti piaceva poter ficcare impunemente il naso nelle vite altrui, o perché c’era ‘sta ragazza che non sapevi come abbordare. Qualunque sia il motivo che al tempo ti ha spinto a ormeggiare il tuo barcone sul social network, negli ultimi anni il tuo comportamento sulla piattaforma è cambiato. Ti interessa sempre meno degli altri, e sempre più di te stesso, e allora finisce che passi intere ore ad abbellire il tuo profilo, calibrando al millimetro le foto, le tag, i contatti, le menzioni, gli altisonanti status, stregato da un narcisismo a buon prezzo che, in ultima analisi, ti sta rendendo un fallito.

Quello che potrà sembrarvi un mio altezzoso giudizio sommario, è in realtà la conclusione a cui sono giunti la dottoressa Catalina Toma e i suoi colleghi della University of Wisconsin-Madison, dopo aver condotto uno studio su 159 studenti universitari.

Io lo avevo pensato stanotte, e poi stamattina ho trovato la ricerca.

Il problema non è Facebook,. ma che tutti possono scrivere, e allora chiunque si sente autorizzato a spandere conoscenza attraverso il proprio status facebook. Bisognerebbe informarli però che, non sempre, si ha l’autorità del dalai lama per proferire perle di saggezza.

 

Buona giornata, ai miei 2 lettori di stamane!

madeleine va alla primaria

Vorrei provare ad essere seria, ma il malotempo, il mio alter ego seienne e la pasta al sale che mi ustiona la dermatite atopica sulle mani non me lo permettono.

Ho cercato di maturare ma niente non è stato possibile. E così come in un dejavù terribile rieccomi alla prima classe primaria. D’altronde quanto si cambia vita così spesso si arriva a un punto in cui è indispensabile riprendere i fili del discorso.

La piccola me, il 12 settembre, si è presentata davanti alla scuola primaria mano nella mano con l’adulta me. Un turbinio di emozioni  ci ha travolto. Ricominciano i compiti a casa. Era dall’ultimo anno di istituto tecnico commerciale che non ne facevo.

Solo che allora:

  • Potevo fare lo slalom per evitare che mi beccassero quando non li facevo.
  • Potevo marinare la scuola e andare a fare Continue reading

Caro omino della findomestic…

Cara findomestic, ci conosciamo ormai da tanto tempo.

Il primo finanziamendo nel 1999 quando ancora c’erano i milioni..e i soldi da spendere sembravano sempre tanti.

10000 PER UN’ALFA 145 USATA.

Se non ci fossi stata tu a soccormi (e a prenderti quasi 2000 di lire di interessi) avrei comprato un pandino.

Ma tant’è…ce l’abbiamo fatta, e mai una rata non pagata. MAI.

Poi è arrivata la Tv al Plasma. E grazie.

Poi sono cominciati i guai.

Il lavoro da libero professionista, e nonostante un reddito medio alto, hai detto di no.

Ma non tutti i mali vengono per nuocere, e allora abbiam preso l’ALFA 156, che come tutti gli anziani ha ancora molto da dire e sa farsi valere. 2500 euro.

Poi mi spieghi così però io come faccio a mettere qualcosa da parte se mi serve il dentista. E cazzo, mi serve.

Lunedì, siamo tornati da te. Per i mobili. Un prestito personale miserrimo di 3000 euro.

Siamo tornati come socio amministratore di un’azienda.

Con  stipendio medio alto.

Però rispondi che non abbiamo continuità.

Ma te li vedi i telegiornali, omino della findomestic???????

Tutti ordinano flessibilità, dicono che siamo ciusi, ma a mia, pirsonalmente, l’unichi ciusi mi parete voialtri.

Mi hai detto “nossignore”.

E stronza io i soldi ce li avevo per prenderli, solo che nella vita le cose non si sanno mai.

Ero io che ti regalavo 500 euro di interessi.

Eri tu he ne avevi un vantaggio, perchè se non sono l’ottimo pagatore io, allora spiegami chi lo è.

Io al limite non mangio, ma le rate le ho sempre pagate. Puntualmente.

Ho una mastercard. (la mia banca crede allora che io possa coprire?? di questi tempi non è cosa facile avere la carta di credito).

Ho fatto 3 traslochi in 3 anni e ancora non sono arrivata a chiedere l’elemosina.

Ok, le difficoltà non mancano. Ma tu, omino della findomestic, dormi su un cuscino di piume dell’oca dalle uova d’oro?-

Insomma findomestic, io il finanziamento lo ottenni da Agos.

E tu hai perso un cliente buon pagatore, perchè se i soldi li dai solo a chi ce li ha non hai nessuna funzione nella società. Chi ce li ha non li chiede,li spende.

Ok Findomestic, sei solo una voce da cancellare in una giornata nera.

L’autra è u dentista…ma il discorso è lungo, e poco resistente come i miei denti.

Buon giorno 🙂

 

 

A Mirandola, un terremoto dentro me

Una delle tante cose che mi sono prefissa di fare, quando lasciai di corsa Bologna, è stata quella di tornare.

Tornare per assaporare la poesia di luoghi diversi.

E oggi avevo la possibilità di avere un passaggio in macchina, casualmente, fino a Mirandola.

E così, alle 9 e 20, dopo due ore di macchina sono approdata a Mirandola, in direzione Castelmaggiore.

Il navigatore mi ha tirato un tiro mancino..avevo tetto “stazione mirandola” e lui ha risposto portandomi alla stazione degli autobus.

Peccato che il mio ” tassista” avesse già cominciato a lavorare, e come in uno dei tanti giorni in una qualsia Buffalora italiana mi sono ritrovata senza avere punti di riferimento.

Come si risove in casi del genere.

Semplice.

Si fa finta di avere voglia di caffè, si va in un bar, e si chiedono informazioni.

Così ho chiamato il prontobus.

Nel frattempo ho fatto un giro in centro. Ho visto un paesino bellissimo, dilaniato dalle continue scosse, che io ancora le sogno la notte.E che mi terrorizzano.

mirandola

 

E mi sono chiesta se quella lì non assomiglia un po’ alla mia vita. E mi sono data una certezza.

Che se anche un terremoto ti sconvolge, nulla è più forte della voglia di vivere. Nulla è più forte della voglia di futuro.

Un nuovo inizio.

Ci sono dei momenti in cui tutto sembra avere uno strano colore. Diventa blu. Anzi no, diventa indaco.

Avrei voluto nascere con gli occhi azzurri, avrei voluto essere magra pur mangiando schifezze. E invece sono io, sempre alle prese con i vuoti affettivi e con gli abbracci lunghi. Con degli anonimi occhi castani.

 

Da piccola mi guardavo allo specchio, fisso, fin dentro gli occhi fino a vedere gli occhi blu.Ci credevo davvero. E forse dentro io sono una donna dagli occhi blu, dalle movenze un po’ eteriche.

Fuori invece porto dei pantaloni in stile mimetica,una maglia grigia e finte converse comprate dai cinesi. Non sto più di un anno nella stessa città, convinta che un giorno qualcosa cambierà

Amo Renato zero, ho una bimba bellissima che quest’anno va in prima elementare, e una bellissima bimba che da 10 anni, che sono 10 anni tra due giorni, che mi guarda dal cielo, un po’ sorridente e un po’ arcigna.

 

Sono io, e statene certi, fuori dalla rete sono molto, molto, più simpatica.