Madeleine e il Dio Artista…e l’Acquamarina

Una delle cose che più ama Madeleine è l’arte. Perdersi in un dipinto di Kandinsky, ascoltarne il rumore, ovvero la musica. Sentire le pennellate di Van Gogh che attraversano i pensieri, le parole, le sensazioni.

Ogni volta che guarda il cielo Madeleine vede una mano, di un pittore perfetto che disegna le nuvole del cielo. Che marca i tratti di Macchia Mediterranea sul terreno brullo di Sicilia.

A volte un mondo immaginario, ma fatato, è vitale e indispensabile per Madeleine, che tiene nel cassetto quell’ultima cosa da fare per liberarsi dal passato.

L’amore per la vita, la vitalità, i sogni nel cassetto. Ogni cosa appare diversa da come Dio l’ha disegnata.

Dio parla attraverso i colori, attraverso la luce dei cristalli.
Madeleine ha un pendente, in cui è incastonata l’acquamarina, il a cui i marinai affidavano la propria pesca, madeleine ne è tranquillizzata, e vede il suo castello fatato dentro l’acquamarina.

A Madeleine serve un quarzo Fumè, che la aiuti ad inquadrare meglio le sue sensazioni…chissà da dove arriverà. Chissà chi glielo darà in dono…

 

Buon giorno, mondo

 

C’è una perfezione nel mondo, assoluta, così come c’è dentro di noi. Non si bussa alle porte, si aprono da sole se l’energia che si è impegnata è quella che poi permette il raccolto!

 

 

 

 

Madeleine sente un uccellino cinguettare per il rumoore di passi sulle scale.

Madeleine è nel suo mondo, nel suo nido.

Un’autoclave interrompe il paradiso e il rumore del mare in lontananza ricompone i pezzi di un puzzle mai terminato.

Il cigolio delle ruote di una vecchia Fiat 500, un padre non ancora vecchio e un cane che abbaia.

C’è un mondo dentro madeleine che aspetta solo di far esplodere il suo Etna, che aspetta di lanciare una quasi 40enne indaco, e vienee un pò da ridere, e forse anche da piangere di nostalgia per un figlio che ora manca….

Indaco, un colore dai mille volti, dalle mille facce.

Madeleine è Zen. Come l’Etna.

Peccato che quando si altera…sono  bip e bip.

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un compleanno importante

Gli ultimi mesi sono stati per Madeleine, importanti. Importanti perchè a volte per ricostruire bisogna demolire, uno, 10, 1000 volte.

Le cose iniziano e finiscono e c’è un punto (ok, un’infinità di punti..che poi casualmente formano una retta, infinita per sua definizione) in cui bisogna anche dire basta.

Ritrovare le piccole cose e VIVERE IL PRESENTE. Quel presente che spesso dimentichiamo, alieniamo a favore di un futuro incerto quanto improbabile.

Madeleine ha avuto molti maestri, e in genere questi maestri avevano meno di un anno di vita. E magari erano in un posto asettico, chiamato “rianimazione”, dove a volte l’anima la perdi, la perdi per sopravvivere.

Madeleine ha avuto la grazia di non perderle ma anzi di rifocillarla.

Ma poi una notte quei maestri divenuti angeli, hanno segnato un confine. E madeleine ha deciso che era di nuovo ora di demolire per ricostruire. Per essere felici e tornare nella sua vita un po’ anonima, ma bella e piena di piccole soddisfazioni.

A casa di madeleine c’è sempre una candela profumata, per quegli angeli, ogni giorno. Un gatto seduto su una borsa, una bimba che sorride, e una valigia che adesso desidera solo di rimanere in cantina, in fondo, e non vuol più essere riempita per un altro lido, in cerca di ignoto, di quiete.

Madeleine oggi ha guardato il cielo un pò plumbeo, e ha pensato a un angelo. Un angelo che oggi avrebbe 6 anni, ma avrà due mesi per sempre.

Madeleine pensa alla sua mamma, e spera per lei, le cose semplici, ed ergerebbe uno scudo e le darebbe l’armatura di Iron man.

Madeleine sa che la sua mamma ce la farà, come sempre, magari in un modo diverso, magari ritrovando la strada.

Iron_Man

Madeleine pensa al mare.

 

Chi è “DIO” ?

La vita di Madeleine è come un mosaico che è esploso, pieno di tessere sparse qua e là. alcune sono addirittura scheggiate e quasi irrecuperabili.

Eppure Madeleine è una sorta di presenza oscura e indigesta, pare che a volte possa dare anche fastidio, in quanto essere pensante.

Pur non avendo grande stima per la chiesa cattolica, Madeleine e mini-Madeleine sabato hanno avuto la prima lezione di catechismo.

Mini-madeleine ha impresso l’impronta della sua mano e imparato che il nome è importante.

Nel frattempo Madeleine condivideva una stanza con una ventina di persone, che sì, si dichiaravan cattoliche, ma per cui la spiritualità il più delle volte è come un frullato di latte e banane alla mattina presto. Che un po’ ti sta indigesto.

Mini-Madeleine non ha ricevuto il battesimo,  quindi non è cattolica. Avendo frequentato una scuola materna cattolica conosce le preghiere, abbiamo appurato però che le considera filastrocche. “Abbiamo detto le preghiere come nel mio lasilo.Ma ci hanno copiato le preghiere?? Erano come nel mio lasilo…mah.”

La novità è che sia mini-Madeleine che Madeleine si sono divertite.

Domanda cruciale: direste mai un’Ave Maria di fronte a questa Madonna?

 

Urca, direte voi!

Ebbene si questa è una Madonna.

Questa Madonna si trova nel santuario intitolato a Giovanni XXIII nella chiesa di Seriate. Ed è bellissima (ma nessuna o quasi delle mie “commensali” pregherebbe di fronte a questa statua).

Questa Madonna è Bellissima.

Perchè??

Osservatela bene. E’ sorridente e non ha i classici occhi all’insù addolorati tipici delle Madonne tradizionali (e aggiungo anche un po’ lugubri).

Ha degli occhi grandi e non ha il velo. E’ una donna che si guarda intorno, una a cui non sfugge nulla. Ama il vento tra i capelli, farseli accarezzare dal sole e godere del creato.

Guardate la posizione in cui tiene il bambino. Non lo protegge, ma gli mette davanti il mondo. Il bambino è nudo, lei ne può sentire la pelle vellutata. Porge il bambino al mondo (come una freccia che scocca dal suo arco…) e il mondo al bambino.

Giuliano Vangi - Madonna con il bambino (Seriate, Bergamo, Santuario Beato Giovanni XXII)-particolare dle bambino

Un bambino che, guarda caso, ha un’espressione spaventata.

La mamma gli sta dicendo “morirai per questi poveri disgraziati che non hanno rispetto di sè, degli altri, del mondo”. Voi morireste per il mondo? E soprattutto, sareste felici di farlo per voi, per le persone che vi circondano? Non avreste un attimino di titubanza, anche se foste Dio??

Ecco, questa è una delle poche, pochissime volte in cui penso che lo scultore abbia saputo scolpire Gesù. Facile credere che sia stato semplice farsi crocifiggere, che tanto era Dio.

Facile e comodo. Ma invece no. E’ comodo pensarlo, così si può tirare innanzi, continuare a farci i fattacci nostri non fermandosi neanche a pensare che forse la persona che ci sta accanto sarebbe felice di sentirsi dire “CIAO”.

Tante persone le incontri tutti i giorni, eppure non dicono “CIAO”. Madeleine sì, dire ciao l’aiuta a sentirsi parte di quegli atomi che  le stanno accanto.

Madeleine pensa che quel bambino abbia tanto da insegnare, ma che bè, ci siam tutti fermati ad ascoltare il prete la domenica farfugliare quattro parole per far presto, che anche (e soprattutto) chi si afferma praticante la domenica mattina si cava una sorta di dente.

Non è questa fede, non è questo credere.

Questo forse è appartenere ad una istituzione, che finalmente qualcuno sembra voler tirare fuori dalla fossa. Roba ardua e difficile.

Ma il mondo sarebbe infinitamente più bello se avessimo voglia di consolare quel bambino, di togliere dal suo viso la Paura.  Che si creda o meno alla sua deità dovremmo considerare ciò che dice, nella sua saggezza. Ciò che dice lui e non ciò che dicono che dice gli uomini, di per sé manipolatori.

Che non vi viene voglia di capire chi si cela dietro a quel bambino?

Un’occhiatina al vangelo di Giovanni, un’altra occhiatina a “inchiesta su Gesù'” di Corrado Augias (ateo dichiarato), insomma non vi viene voglia di incontrare quel bambino, di capirne le paure?

Se non a Dio, l’uomo risponde alla sua coscienza. Innegabile presenza, a cui spesso, comodamente, sfuggiamo.