Gli arancini di Madeleine, una nuova storia da Vigata

Salve, mi chiamo Madeleine, ho ancora un’ultima cosa da fare, e abito a Bergamo. Da vecchia vorrei accanto un uomo come Andrea Camilleri. L’uomo che sa scrivere il dialetto siculo, che vi assicuro non è cosa nè semplice nè facile. Ma grazie a lui posso scrivere su Facebook di non aver capito una minchia santa, non vergognandomi. Posso dire che ho avuto la malajurnata pure a un bergamasco senza dare per scontato che non mi capisca. Insomma sentire il profumo di arance e zagara, innamorarmi del mio mare perchè conosco marinella… Confesso, sono di Vigata. Sono nata lì, a metà tra il mare e le colline, e nella mia stanza di ospedale, quando nacqui. si respirava brezza marina. E avevo un mese quando ero sdraiata col cappellino. E mettevo le tende in spiaggia e domrivo lì anche tre giorni…e facevo la pipì la mattina alle sette nell’acqua gelata. E la sera bevevo vino rubato dal frigo del nonno di un amico e da quello da mio padre. Vino delle viti Vigatesi, denso, quasi cremoso..ehm .. e alcolico. Che la vita ha dato una cosa alla mia costa: la bellezza. E la mia isola è saggia e vive di vita propria. Altrimenti Vigata non sarebbe sopravvissuta ai vigatesi e la Sicilia tutta ai Siciliani. Io sono dentro le storie di Montalbano. Capisco la lingua di Catarella e parlo quella di Mimì Augello. Mi affaccio dalla finestra e vedo, maestose, le Alpi. Ora so perchè montalbano non ha ancora sposato Lidia. Perchè nonostante a Genova ci sia il mare, non è lo stesso mare. Perchè chissà come la fanno a genova , la pasta con le sarde. Poco Fa, nel bancone della Legler ho visto un Cannolo. Mi sono innamorata delle sue forme. Era bello a vedersi, e stavo per chiedere se era “fresco”. L’ultima volta che ho mangiato un cannolo a Bologna era molliccio. Poi li ho comprati a Palermo, all’aeroporto, e li ho portati a maritome. E insieme abbiamo fatto festa. Ma ritornando al nostro buon cannolo, l’ho guardato,scrutato, come un vampiro che guarda una bella ragazzina succosa. (ehm..) Alla fine un mi piaciu n’ta facci. La ricotta era troppo bianca, e distante dalla crosta. Segno che era dentro la crosta da un po’, e che quindi la stessa si era rammollita. Ho pensato che forse io non sono altro che un Fumetto edito da Sergio Bonelli, anche lui di Vigata, o forse un malocuntu di Camilleri. Resta il fatto che ho comprato la mortadella, e ho lasciato il cannolo. Con un po’ di nostalgia. E quasi quasi visto che venerdì arriva la cucina, mi faccio gli arancini. Gli arancini di Madeleine. 🙂 Comunque sono già alla terza vita, e giammai, mi diverto da morire. E se fosse solo matrix????

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s