A Mirandola, un terremoto dentro me

Una delle tante cose che mi sono prefissa di fare, quando lasciai di corsa Bologna, è stata quella di tornare.

Tornare per assaporare la poesia di luoghi diversi.

E oggi avevo la possibilità di avere un passaggio in macchina, casualmente, fino a Mirandola.

E così, alle 9 e 20, dopo due ore di macchina sono approdata a Mirandola, in direzione Castelmaggiore.

Il navigatore mi ha tirato un tiro mancino..avevo tetto “stazione mirandola” e lui ha risposto portandomi alla stazione degli autobus.

Peccato che il mio ” tassista” avesse già cominciato a lavorare, e come in uno dei tanti giorni in una qualsia Buffalora italiana mi sono ritrovata senza avere punti di riferimento.

Come si risove in casi del genere.

Semplice.

Si fa finta di avere voglia di caffè, si va in un bar, e si chiedono informazioni.

Così ho chiamato il prontobus.

Nel frattempo ho fatto un giro in centro. Ho visto un paesino bellissimo, dilaniato dalle continue scosse, che io ancora le sogno la notte.E che mi terrorizzano.

mirandola

 

E mi sono chiesta se quella lì non assomiglia un po’ alla mia vita. E mi sono data una certezza.

Che se anche un terremoto ti sconvolge, nulla è più forte della voglia di vivere. Nulla è più forte della voglia di futuro.

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